Chirurgia della radice aortica in un paziente con sindrome di Marfan e con “fragilità familiare” dell’ostio coronarico destro: utilizzo strategico del sigillante chirurgico Coseal.

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Abstract

La chirurgia dell'aorta toracica ascendente si associa ad un aumentato rischio di sanguinamento postoperatorio, soprattutto nei casi in cui la procedura coinvolge la radice aortica. Infatti, in tali circostanze la necessità del reimpianto degli osti coronarici sulla protesi vascolare aumenta questo rischio ed inoltre comporta un rischio aggiuntivo di complicanze a carico non soltanto degli osti coronarici, ma anche del primo tratto delle arterie coronarie. Queste complicanze risultano ovviamente più frequenti nei pazienti affetti da connettivopatie, come ad esempio la sindrome di Marfan o altre fibrillinopatie, in cui è possibile osservare un'estrema fragilità della parete aortica.In queste condizioni, risulta doveroso mettere in atto tutte quelle strategie necessarie a ridurre al minimo il rischio di complicanze emorragiche e non, correlate all'unica porzione di parete aortica malata che non viene rimossa, ma reimpiantata. Tra le varie misure strategiche, l'utilizzo di un sigillante chirurgico applicato direttamente sia sulle anastomosi di reimpianto degli osti coronarici che su quella tra protesi vascolare ed aorta ascendente distale o arco aortico prossimale, sembrerebbe l'approccio strategico più efficace. Riportiamo un caso di un paziente di 44 anni, di sesso maschile, affetto da sindrome di Marfan e con diagnosi di ectasia anuloaortica con insufficienza valvolare di grado lieve e dilatazione della radice aortica e dell'aorta toracica ascendente, sottoposto ad intervento chirurgico di sostituzione della radice aortica e dell'aorta toracica ascendente con reimpianto della valvola nativa e successivamente degli osti coronarici, secondo la tecnica di David I modificata. La particolarità di questo paziente era rappresentata da un'estrema fragilità familiare a carico degli osti coronarici e del primo tratto dell'arteria coronaria destra. Rispetto alle strategie preventive messe in atto in alcuni suoi familiari già sottoposti a chirurgia della radice aortica, ma che si erano rivelate inefficaci, in questo paziente avevamo deciso di aggiungere anche l'utilizzo i un sigillante chirurgico, il Coseal (Baxter Healthcare Corporation, Hayward, California, USA), applicandolo direttamente sulle anastomosi di reimpianto degli osti coronarici, appena completate. Probabilmente, proprio grazie a questo ulteriore e nuovo approccio strategico, il paziente non aveva presentato nel suo decorso postoperatorio complicanze emorragiche o di altra natura a carico del primo tratto dell'arteria coronaria destra, a differenza di altri tre suoi familiari. Questo particolare caso clinico, sembrerebbe avvalorare l'efficacia clinica dell'utilizzo di sigillanti chirurgici in una chirurgia a particolare rischio emorragico ed in condizioni di predisposizione familiare alla fragilità dei tessuti, come si osserva nelle connettivopatie e nelle fibrillinopatie in particolare.

Disclosure
L'autore non ha conflitti d'interesse da dichiarare
Correspondence
Luigi Chiariello Fondazione PTV "Policlinico Tor Vergata" U.O.C. Cardiochirurgia Viale Oxford, 81 00133 Roma Italia E: cardiochirurgia@uniroma2.it
Received date
21 October 2011
Accepted date
30 November 2011
Citation
Baxter Supplement European Cardiology